Fujifilm Xpro2: un amore che non deve spegnersi

Oggi lo dedico a lei, la mia Fujifilm Xpro 2.

Dal 2016 al mio collo

Si lo so, sono strumenti di lavoro, mezzi tecnologici ecc ecc, ma noi amanti della fotografia con quei pezzi di ferro ci parliamo, ci vediamo attraverso e le usiamo per scrivere e imprimere le nostre visioni, quindi poche chiacchiere, ci si affeziona eccome.

Oggi riprendo a scrivere così dopo circa 3 anni di silenzio, durante una pausa caffè in una mattinata piovosa, apro wordpress qui e clicco su “nuovo articolo“. Quasi mi ero scordato come si faceva, quasi mi ero dimenticato quanto è bello e importante, a volte, mettere su schermo i propri pensieri che spesso si portano dietro degli stati d’animo.

Oggi ho un magone di malinconia, sarà il meteo, sarà la stanchezza del cambio di stagione, alzo lo sguardo dal monitor dove passo ore e ore ogni giorno e vedo lei: Fujifilm Xpro 2.

Così una certezza, così un estensione del mio corpo che neanche la noto più, nonostante lei sia sempre lì pronta ad essere messa nello zaino o intorno al collo. Non è più come una volta tra di noi, ricordo con tanta gioia dei momenti che uscivamo per andare a fare fotografia di street, ad esplorare ed esercitare il nostro occhio alla vita della strada, alla ricerca di qualche dettaglio del passaggio di un essere umano, o nel tentativo di ritrarre qualche situazione assurda, oggi è tutto più veloce e non capita più.

Il mondo della fotografia è in continua evoluzione e io oramai mi sono stancato di correre dietro alla follia del tecnologico che da anni accorcia continuamente i tempi di uscita dei nuovi modelli. Consapevole di rimanere tagliato fuori essendo meno aggiornato, io preferisco (probabilmente sbagliando) di mantenere le abitudini e la manualità nel gesto di fare una fotografia. Un tempo avrei sparso un po di merda sui colleghi che usano le più tecnologiche macchine, dove neanche serve più guardare per fare buone foto, ma ora sono del tutto indifferente. La questione non mi tocca, alzo ancora lo sguardo e vedo lei e so che la Xpro 2 può assistermi in ogni circostanza.

La mia Xpro 2 ha oggi 8 anni, una serie infinita di cicatrici, due cadute alle spalle, e circa 250mila scatti. La pagai 1890 euro appena uscita, un c@zzø se ci si pensa, soldi che sono stati ammortizzati benissimo durante gli anni di lavoro e i viaggi di svago.

Tanto amore, ma perchè sono qui a scrivere di lei?

C’è una convinzione, che arriva dal mondo dei social e dei trend, per cui un professionista deve avere gli ultimi gingilli del mercato per essere all’altezza. Credenza questa che probabilmente scredita le capacità del singolo a scapito dei limiti di un oggetto. Ma che inevitabilmente finisce per colpirmi ogni tanto, costringendomi a ricordarmi di essere coerente.

“La mia è stabilizzata”

“..a 240mila iso scatto al buio”

“..con il nuovo sensore ho 6/7 stop di recupero”

“Mette a fuoco qualsiasi cosa si muova, e becca proprio gli occhi..”

Leggendo e sentendo spesso frasi come quelle qui sopra mi faccio poi una domanda: Queste affermazioni non fanno soltanto capire quanto più margine ci sia per chi sbaglia? Ergo meno capacità?!?

Dunque un errore, una foto fuori fuoco o sottoesposta, uno scatto con l’ausilio del flash, tutte queste cose non sono più consentite? No, io non me ne curo. Vado avanti, probabilmente la mia Xpro 2 verrà affiancata da un altra XT3
(altro eccellente modello) ma non la manderò in pensione. Fin quando farò questa professione voglio metterci del mio, che sia questo estro creativo, capacità tecnica o problem solving, non voglio affidare la mia fortuna ad un AI che elabora quello che dovrei vedere ed essere in grado di catturare io, e tutto questo semplicemente perchè voglio divertirmi ancora.

Ciao,

L

 

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